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Progettazione, produzione e applicazione lenti a contatto su misura.

Collaborazioni

Lo studio Giovanzana è stato sede di tirocinio per il Politecnico di Milano già nel 1999 per il corso di Ingegneria biomedica con la quale aveva intavolato delle trattative per la creazione del corso di optometria.
Con la successiva istituzione del corso di Laurea in Ottica e Optometria presso l'Università degli studi di Milano-Bicocca, lo studio è diventato sede di tirocinio stabile dall'anno 2004. Dal 2018 è diventato sede di tirocino anche per l'Università degli studi di Firenze

Tesi

Grazie alla collaborazione dello studio Giovanzana con le Università, molti ragazzi hanno avuto la possibilità di svolgere il loro tirocinio presso la nostra sede.
Di seguito sono elencate le tesi svolte, clicca sul titolo per leggere il riassunto.

Correzione dell'astigmatismo mediante lenti a contatto
di Mario Giovanzana, College di Optometria Verona (1990)
Mario Giovanzana

Lo scopo della tesi è quello di approfondire il problema visivo degli ipermetropi astigmatici per poter sviluppare una metodologia produttiva e applicativa di lenti a contatto in grado di correggere al meglio l'ametropia.
Lo studio ha permesso di individuare delle soluzioni che assicurano dei vantaggi nel calcolo per quanto riguarda le geometria della lente, dando una certa flessibilità, possibilità di controllo e verifica delle variazioni e precisione nella ripetibilità.

Lenti a contatto: dallo studio della struttura oculare alla lente applicata
di Lorenzo Leoni e Marco Pomponio, Politecnico di Milano (1999)
Lorenzo Leoni e Marco Pomponio

Lo scopo di questo elaborato è quello di fornire una guida completa ed esauriente sulle lenti a contatto partendo da nozioni di anatomia e fisiologia oculare, nonché di ottica geometrica, per arrivare ad illustrare, nello specifico, i principi generali di ottica delle lenti con relative aberrazioni e giungere, alla fine, alla descrizione dettagliata dei processi di progettazione, produzione ed applicazione di lenti a contatto su misura.

Lenti a contatto su misura applicate su casi clinici particolari
di Lizeth Rocio Samudio Rodriguez, Università degli studi di Milano-Bicocca (2005)
Lizeth Rocio Samudio Rodriguez

Lo scopo di questa tesi è quello di illustrare le procedure optometriche che è opportuno seguire per giungere ad una corretta applicazione di lenti a contatto su misura.
La tesi si conclude con l'analisi di casi clinici specifici, in particolare casi di cheratocono e casi post intervento chirurgico.

Correzione dell'astigmatismo con lenti a contatto su misura
di Kire Crven-Micev, Università degli studi di Milano-Bicocca (2007)
Kire Crven-Micev

Lo scopo della tesi è sostanzialmente quello di illustrare in maniera esauriente le possibilità di correzione degli astigmatismi attraverso l'applicazione di lenti a contatto su misura, illustrando nel dettaglio le procedure di progettazione ed applicazione di una lente a contatto su misura prestando particolare attenzione alle fasi di produzione per tornitura.
L'esposizione termina con l'analisi di un notevole numero di casi clinici in cui la correzione dell'astigmatismo viene effettuata nello specifico con lenti a contatto rigide gas-permeabili toriche, sfero asferiche, morbide toriche e morbide sferiche.

Progettazione e applicazione di lenti a contatto rigide gas-permeabili ad asfericità progressiva per la correzione delle aberrazioni ottiche
di Vasileiou Nikolaos, Università degli studi di Milano-Bicocca (2008)
Vasileiou Nikolaos

Lo scopo principale di questa tesi è quello di descrivere le fasi di progettazione e applicazione di lenti a contatto rigide gas-permeabili per la correzione di aberrazioni ottiche. Il lavoro si conclude con la presentazione e l'analisi di alcuni casi clinici specifici.

Lenti a contatto: aspetti legislativi, normativi e applicazione in casi di cheratocono
di Cristiana Pezzolato, Università degli studi di Milano-Bicocca (2010)
Cristiana Pezzolato

Lo scopo di questa tesi è quello di fornire innanzitutto una panoramica sulla regolamentazione legislativa e normativa nell'ambito della contattologia. Si procede poi ad una presentazione dell'evoluzione delle attrezzature per la produzione delle lenti a contatto su misura, dei metodi di produzione e delle varie geometrie, per arrivare all'analisi dell'applicazione vera e propria.
Il lavoro termina con la presentazione e l'analisi di casi clinici relativi nello specifico a soggetti affetti da cheratocono.

Progettazione, produzione ed applicazione di lenti a contatto su misura
di Francesco Di Achille, Università degli studi di Milano-Bicocca (2012)
Francesco Di Achille

La tesi presenta un'analisi accurata del processo di progettazione, produzione ed applicazione di lenti a contatto su misura soffermandosi, in particolare, sulla valutazione delle varie geometrie e dei relativi software di costruzione.

Modellazione virtuale e analisi di occhi di prova
di Stefano Giovanzana, Università degli studi di Milano-Bicocca (2013)
Stefano Giovanzana

Lo scopo di questo lavoro è stato quello di sviluppare metodologie per la modellazione 3D e per la simulazione delle aberrazioni di modelli personalizzati di occhio sulla base di dati reali.
La modellazione tridimensionale della cornea anteriore e posteriore dei soggetti, ricavata dai dati di Scheimpflug camera, e la modellazione sulla base di dati statistici del cristallino permettono di ricostruire la mappa aberrometrica che, confrontata con i dati reali, mostra un notevole accordo statistico.

Analisi della superficie anteriore e posteriore della cornea
di Cecilia Virginia Longoni, Università degli studi di Milano-Bicocca (2014)
Cecilia Virginia Longoni

Lo scopo della tesi è quello di eseguire un'analisi dei vari parametri della cornea, sia anteriore che posteriore e della camera anteriore al fine di valutare la correlazione tra i parametri ottici (potere diottrico per la superficie corneale anteriore e posteriore) e i parametri fisici (volume della camera anteriore) e geometrici (asfericità per entrambe le superfici corneali, posizione dell'apice corneale sia per la superficie anteriore che posteriore).

Progettazione, produzione e applicazione di lenti a contatto RGP toriche su misura
di Gianluca Seveso, Università degli studi di Milano-Bicocca (2015)
Gianluca Seveso

L'elaborato ha lo scopo di descrivere le fasi di progettazione e di produzione delle lenti a contatto rigide gas permeabili a toro interno e sfero esterno con il fine ultimo di dimostrare come scelte progettuali e costruttive differenti possano influenzare il fitting dei dispositivi applicati.

Progettazione, produzione e applicazione di lenti a contatto morbide toriche su misura
di Jithin Vattolil, Università degli studi di Milano-Bicocca (2015)
Jithin Vattolil

Si ripercorrono le fasi di progettazione e produzione di lenti a contatto morbide toriche con tre diverse tipologie di sistemi di stabilizzazione (prismatica, dinamica bicurva e dinamica tricurva), i cui fit e i diversi comportamenti nell'occhio verranno confrontati in fase applicativa.
Geometrie differenti provocano un diverso comportamento della lente, in particolare, lenti a stabilizzazione dinamica necessitano per un fit ideale di una sagittale maggiore rispetto alle stesse con stabilizzazione prismatica. La stabilizzazione dinamica dal design tricurvo assicura una migliore stabilità dell'orientamento della lente anche per medi poteri negativi rispetto a quella dal design bicurvo.

Caratterizzazione delle proprietà superficiali di diversi materiali per lenti a contatto rigide
di Ilenia Fiorillo, Università degli studi di Milano-Bicocca (2015)
Ilenia Fiorillo

Lo scopo di questo tirocinio è stato la caratterizzazione delle proprietà superficiali di diversi materiali per lenti a contatto rigide; nello specifico, si è valutata la morfologia e la rugosità superficiale delle lenti tramite il microscopio a forza atomica (AFM) e l'adsorbimento di lattoferrina per periodi di tempo variabile da 1 giorno a 27 giorni.
I materiali per lenti rigide analizzati non adsorbono la lattoferrina sulla propria superficie; osservate al microscopio ottico, le lenti mostrano cristalli depositati sulla superficie, spesso di forma dendritica, che vengono eliminati da una corretta manutenzione.

Misura delle proprietà dielettriche di materiali per lenti a contatto rigide
di Simona Laura Amalia Polzotto, Università degli studi di Milano-Bicocca (2016)
Simona Laura Amalia Polzotto

Per ottenere indicazioni sulla effettiva capacità di attrarre contaminati a causa di cariche elettrostatiche, sono state effettuate delle misure triboelettriche preliminari. Le misure effettuate dimostrano come questo tipo di misure sia in grado di evidenziare fenomeni legati alla presenza di cariche elettrostatiche sulla superficie polimerica.

Analisi di aberrazioni oculari in soggetti affetti da cheratocono mediante l'uso di lenti a contatto rigide gas-permeabili
di Ambra Mannella, Università degli studi di Milano-Bicocca (2017)
Ambra Mannella

L'obiettivo di questo studio è stato quello di indagare, confrontare e quantificare, tramite l'aberrometro, le aberrazioni oculari in soggetti affetti da cheratocono e soggetti affetti da ametropie semplici senza e con lenti a contatto rigide gas-permeabili applicate, ed esaminare la variazione della performance visiva in relazione al relativo guadagno nelle aberrazioni oculari di alto ordine (tra le più comuni la coma, il trifoglio, il tetrafoglio, l'astigmatismo secondario e l'aberrazione sferica).
Le aberrazioni per i soggetti con cheratocono sono ridotte del 49% mentre per i soggetti di controllo ametropi le aberrazioni sono ridotte del 38%, ma la coma rimane l'aberrazione più importante anche durante il porto di lenti RGP per i soggetti con cheratocono.

Valutazione di depositi cosmetici su lenti a contatto rigide
di Marianna Valli, Università degli studi di Milano-Bicocca (2017)
Marianna Valli

L'obiettivo di questo studio è quello di analizzare, con l'uso di uno spettrofotometro e di un microscopio ottico a fluorescenza, se sulla superficie di lenti a contatto rigide gas-impermeabili e permeabili, si depositi materiale cosmetico e se ci siano differenze tra materiali diversi. I materiali studiati sono stati i seguenti: Boston Equalens, Boston Es, Boston Xo, Fluorex 500, Fluoroperm 60, FSA, Onsi, Optimum Comfort, Optimum Extreme, PMMA, Tyro.
Per quasi tutti i materiali i risultati ottenuti non mostrano un chiaro picco nello spettro delle lenti esposte al cosmetico.

Studio di forie e vergenze in soggetti miopi con l'applicazione di lenti a contatto sferiche e lenti a contatto per la progressione miopica
di Stefania Mola, Università degli studi di Milano-Bicocca (2018)
Stefania Mola

Lo scopo di questa tesi è stato quello di effettuare i test riguardanti le forie e le vergenze col metodo dei #21 punti su soggetti miopi, applicando prima delle lenti a contatto sferiche e successivamente lenti a contatto multifocali utilizzate per il controllo della progressione miopica ed infine riportare tutti i dati raccolti secondo il “metodo grafico”.
I grafici non presentano delle differenze eclatanti, i dati di rotture e annebbiamenti rimangono invariate, le forie nel grafico delle lac mutifocali si spostano verso l'exoforia e i recuperi stringono il grafico. Inoltre i dati dei test ARN e ARP sempre nel grafico delle lenti multifocali si spostano verso l'alto. I criteri di Sheard e di Percival sono adempiuti per entrambe le tipologie di applicazione e l'AC/A gradiente con lac multifocali subisce una leggere diminuzione.
Non è stato scopo di questo tirocinio validare o meno le teorie sul controllo della progressione miopica, ma esclusivamente valutare l'eventuale effetto che le lac multifocali utilizzate in queste motodologie hanno sulle forie, le vergenze e il sistema accomodativo dei soggetti.

Correzione delle aberrazioni oculari causate dal cheratocono tramite l'utilizzo di lenti a contatto rgp
di Massimiliano Bernardi, Università degli studi di Firenze (2018)
Massimiliano Bernardi

Lo scopo di questa tesi è stato quello di confrontare e verificare, tramite aberrometro, le performance visive di soggetti affetti da cheratocono e vedere come queste ultime migliorino tramite l'utilizzo di lenti a contatto rigide gas-permeabili.
L'applicazione di una lente a contatto RGP ha lo scopo di ridurre le aberrazioni ottiche di basso ordine, come per le altre ametropie, e quelle generate dal cheratocono che invece sono di alto ordine. Questa riduzione delle aberrazioni oculari è dovuta ad una nuova interfaccia tra aria ed occhio, la lente, che non si adatta alla forma della superficie corneale, ma anzi la sostituisce andando così a diminuire le aberrazioni date dalla protrusione del cheratocono.

Valutazione dell'affidabilità dei questionari utilizzati per diagnosticare l'occhio secco
di Sara Gill Aslam, Università degli studi di Milano-Bicocca (2018)
Sara Gill Aslam

Lo scopo di questo progetto è quello di capire l'affidabilità dei questionari usati per diagnosticare la sindrome dell'occhio secco. Nel nostro studio abbiamo impiegato quattro questionari: OSDI, McMonnies, DEQ e DEQ-5 e al fine di validarli sono inoltre stati condotti due test lacrimali: BUT e rosso fenolo. Per lo studio abbiamo deciso di sottoporre 145 persone sia ai questionari randomizzati che ai test lacrimali al fine di costruire la curva ROC per la definizione del miglior livello di discriminazione del test.
Confrontando i valori dell'area sottostante alla curva ROC dei diversi questionari abbiamo potuto verificarne l'affidabilità e l'accuratezza. Secondo i dati analizzati, il questionario che ha performato peggio è il DEQ-5. L'OSDI invece è il questionario che presenta un'area maggiore e un livello di soglia corrispondente a quello del test originale, questo indica che il questionario è tra i più affidabili.

L'importanza dell'altezza sagittale nell'applicazione di lenti a contatto morbide
di Claudio Iovine, Università degli studi di Milano-Bicocca (2019)
Claudio Iovine

Lo scopo di questo studio è quello di misurare l'altezza sagittale di una selezione di dodici differenti tipi di lenti a contatto giornaliere disponibili in commercio, e di controllare tramite un questionario adatto, da me impostato, se i portatori di lenti a contatto sono in grado di distinguere tra lenti di diversa altezza sagittale.
La maggior parte delle lenti a contatto è stato confermato fossero sferiche, tranne le lenti in Delefincon A e in Somofilcon A. Le lenti a contatto possono essere suddivise in quattro macrogruppi di differente sagittale che si dividono il mercato globale delle lenti a contatto giornaliere.
Nell'esperimento a doppio cieco si è evidenziato che un optometrista con adeguata esperienza e ben formato, è in grado di valutare correttamente i vari comportamenti di lenti in relazione alla loro sagittale; solo il 50% dei portatori di lenti a contatto, invece, sono in grado di distinguere tra differenti sagittali di lenti, cerchiamo quindi di scoraggiare l'autoapplicazione.

Protocollo applicativo per lenti a contatto morbide toriche basato sulla specificità delle lenti disposable
di Gianluca Tilaro, Università degli studi di Milano-Bicocca (2019)
Gianluca Tilaro

Le case produttrici di lenti a contatto riportano sul blister solo i dati relativi al raggio base e al diametro metre l'obbiettivo di questo studio è la ricerca di un protocollo applicativo utilizzando come riferimento principale la sagittale. Le linee guida sono state trovate attraverso lo studio di tre tipologie di lenti a contatto morbide toriche disposable che presentano tutte lo stesso sistema di stabilizzazione prismatica.
Sarebbe opportuno che le aziende produttrici di LaC fornissero il dato relativo all'altezza sagittale, in quanto risulta di fondamentale importanza anche nella pratica di applicazione di lenti a contatto toriche.

Valutazione della lente lacrimale tramite aberrometria oculare con lente a contatto rigida gas permeabile
di Ilaria Di Stefano, Università degli studi di Milano-Bicocca (2019)
Ilaria Di Stefano

L'obiettivo di questo elaborato è quello di analizzare e quantificare, tramite aberrometria oculare, le aberrazioni del menisco lacrimale post-lente. Questa analisi consente di valutare il contributo all'aberrazione totale di basso e di alto ordine da parte della lente lacrimale.
Le lenti utilizzate per questo studio provengono da un set di prova costruito ad hoc dalla Weis Optics con potere sferico -3.00 D e diametro totale 9.40 mm seguendo il criterio applicativo di Bennett. Da questo lavoro è stato possibile ricavare il contributo della lente lacrimale sulle aberrazioni che confrontate con quelle relative all'occhio con e senza lente, mostrano che la lente lacrimale influisce in maniera sostanziale sulla compensazione delle aberrazioni.

Valutazione con fluoresceina del segmento anteriore dell'occhio per l'elaborazione di grading scale
di Sara Lavelli, Università degli studi di Milano-Bicocca (2019)
Sara Lavelli

La valutazione del fit delle lenti RGP è possibile osservando il cambiamento del pattern fluoresceinico a livello delle tre zone costituenti le lenti stesse: parte centrale, media periferia e periferia. La grading scale da me elaborata permette di valutare queste tre zone proponendo per ognuna di esse cinque immagini, ognuna delle quali è contrassegnata da un grado, cioè un numero da 1 a 5. In particolare, i gradi associati a numeri bassi, cioè 1 e 2, rappresentano applicazioni rispettivamente molto strette e strette, mentre i gradi associati a numeri alti, cioè 4 e 5, rappresentano fit rispettivamente piatti e molto piatti e il grado 3 rappresenta applicazioni giuste.
La parte centrale delle diverse lenti analizzate è stata valutata correttamente, mentre la media periferia e la periferia sono state valutate con più difficoltà. In particolare, la periferia è sempre stata valutata con il grado 4 o 5, indice che le persone, indipendentemente da quanta fluoresceina era qui presente, selezionavano non l'immagine che meglio descriveva l'applicazione da analizzare, ma le immagini con maggiore fluorescenza senza dare troppo peso a quelle intermedie.

Valutazione della lente lacrimale tramite aberrometria oculare con lente sclerale
di Alessandro Mentesana, Università degli studi di Milano-Bicocca (2019)
Alessandro Mentesana

Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare il contributo del film lacrimale post lente alle aberrazioni dell'occhio e quali sia il contributo maggiore tra quelle di basso e altro ordine. Lo studio è stato condotto applicando due lenti a contatto RGP sclerali con raggio base e sagittale differenti.
Questo studio, ha evidenziato che l'aumento della sagittale è irrilevante da un punto di vista delle aberrazioni di alto ordine in quanto queste non cambiano nelle due lenti con sagittale diversa provate.

Valutazione di uno strumento di misura della sensibilità al contrasto cromatico ed acromatico
di Daniele Venturelli, Università degli studi di Milano-Bicocca (2020)
Daniele Venturelli

Lo scopo di questo lavoro è la creazione di uno strumento informatizzato di misura della sensibilità al contrasto cromatico rispetto alle tre diverse coppie di colori opponenti: bianco-nero, rosso-verde, giallo-blu. Per verificare la validità di costrutto del software, le prestazioni di individui con protanomalia e deuteranomalia sono state confrontate individualmente con la prestazione di un gruppo di individui con sviluppo tipico della visione.
Nel confronto tra i 4 partecipanti daltonici e il gruppo di individui con sviluppo tipico della visione è emersa una netta differenza di prestazione. In particolare, alle basse frequenze la differenza la ciascuno dei 4 daltinici e il gruppo di controllo è emersa chiaramente nelle presentazioni cromatiche giallo-blu più che nelle prestazioni rosso-verde come ci saremmo aspettati. Alle medie ed alte frequenze spaziali la soglia al contrasto cromatico non è risultata significativamente diversa.

Valutazione della lente lacrimale tramite aberrometria oculare con diverse lenti a contatto rigide gas-permeabili
di Elena Goffi, Università degli studi di Milano-Bicocca (2020)
Elena Goffi

Lo scopo di questo elaborato è stato quello di analizzare e quantificare, tramite aberrometria oculare, le aberrazioni presenti nel film lacrimale post-lente. Le lenti a contatto utilizzate sono state: Medlac, Soleko, Optilab, lente del Bennett costruita da Weis Optics, Horus, TS, Imago.
Il confronto diretto tra i valori di RMS indicano che l'aberrazione sferica è bassa per tutte le diverse lenti a contatto sia per quanto riguarda il sistema completo sia per la sola lente lacrimale. La coma, invece, mostra livelli maggiori di aberrazione.

Variazione del diametro pupillare con e senza lenti a contatto fotocromatiche a diverse intensità luminose
di Cristina Di Dio, Università degli studi di Milano-Bicocca (2021)
Cristina Di Dio

L'obiettivo di questo studio è quello di valutare come l'applicazione di lenti a contatto fotocromatiche possa influire sul diametro pupillare alle diverse condizioni di luminosità. Dai dati risulta che con l'applicazione della lente a contatto fotocromatica si osserva una dilatazione di circa 1 mm in condizioni di bassa, media ed alta intensità luminosa, confermando il filtraggio di una percentuale di luce della LaC, la quale non induce la pupilla a restringersi ulteriormente.

Accomodazione relativa negativa e accomodazione relativa positiva con constrollo antisoppressivo
di Rossella Braia, Università degli studi di Milano-Bicocca (2021)
Rossella Braia

Questo lavoro di tesi ha come fine ultimo quello di comprovare la validità dei valori previsionali per i test dell'accomodazione relativa positiva e negativa, utilizzati abitualmente nella pratica clinica, attraverso il controllo della soppressione durante la somministrazione degli stessi.
I risultati riscontrati rivelano che nei soggetti che sopprimono in cui i valori previsionali con il metodo classico risultano in linea con la letteratura per l'ARP o perfino al disopra nell'ARN, con il metodo antisoppressivo in entrambi i test i valori scendono al di sotto dei previsionali a causa dell'instaurarsi della soppressione.

Confronto tra due test di sensibilità al contrasto
di Simona Venturelli, Università degli studi di Milano-Bicocca (2021)
Simona Venturelli

Lo scopo di questa tesi è stato quello di confrontare due strumenti di misura della sensibilità al contrasto: il test FACT digitalizzato (presente in commercio) e un altro test computerizzato sviluppato ad hoc in un tirocinio precedente, il VACS test (Venturellis' Achromatic and Chromatic Sensitivity). Quest'ultimo offre la possibilità di svolgere la misurazione con tre diverse coppie cromatiche (bianco/nero, rosso/verde, giallo/blu) e con due diverse modalità di somministrazione del test: RGB128 (modulazione del contrasto secondo la formula di Michelson), e RGB256 (modulazione del contrasto secondo la formula di Weber), diverse per funzione di modulazione di contrasto utilizzata.
Dai dati ottenuti tra il FACT test digitale e il VACS test con metodo RGB128, si può notare che le due curve di sensibilità, seguono la conformazione attesa. Il metodo di somministrazione RGB256 è però risultato in linea generale più critico, fornendo dei valori di soglia inferiori rispetto al metodo di somministrazione RGB128.

Determinazione del coefficiente di dilatazione per lenti a contatto morbide
di Sara Marelli, Università degli studi di Milano-Bicocca (2021)
Sara Marelli

L'abbassamento del contenuto idrico condiziona mutamenti in diversi ambiti. Ne risente, infatti, la permeabilità all'ossigeno, il potere della lente, i suoi parametri geometrici, il movimento e il fitting in generale. Un modo per raccogliere informazioni riguardo ad un materiale di questo tipo è attraverso una sua progressiva idratazione o disidratazione, durante la quale si misuri il valore della massa a intervalli di tempo stabiliti. Nel processo, mentre il contenuto idrico del materiale ad esempio aumenta, esso si dilata, viene così definito il coefficiente di dilatazione, swelling factor, di massa.